mercoledì 14 dicembre 2016

Grandi Penne Americane: John Steinbeck - Furore

“The Grapes of Wrath” (“I frutti dell’ira”), Steinbeck scelse una citazione biblica come titolo ad una delle sue opere più famose, più criticate, più censurate. Infatti, nonostante il grande successo ottenuto e l’indiscutibile qualità del contenuto e dello stile di scrittura, il romanzo subì un violento attacco politico a causa delle descrizioni dei conflitti tra lavoratori stagionali e proprietari terreni, per il linguaggio considerato volgare e l’orientamento che venne giudicato eccessivamente “di sinistra” (tema affrontato, tra le altre cose, anche nel libro).

In realtà, Steinbeck aveva una visione della vita profondamente armoniosa e pacifica. Non solo. Pur simpatizzando per la sinistra, era un convinto sostenitore del New Deal di Roosevelt. In questo romanzo fa la cronaca dei cicli di vita dei coltivatori della vallata di Salinas, in California, dei suoi mistici, dei suoi avventurieri, studiando i suoi processi di sviluppo, immergendosi con interesse affettuoso e intimo per le vicende umane dal punto di vista biologico. Si identifica con la vita della sua vallata nativa, ritraendone la natura animale della vita umana. 


lunedì 17 ottobre 2016

Fangirl - Rainbow Rowell

 FANGIRL uscirà, finalmente, in Italia il 18 ottobre, edito dalla casa editrice Piemme, che della stessa scrittrice, Rainbow Rowell, ha già pubblicato i romanzi:

"Eleanor & Park" (novembre 2014)

"Per l'@amore basta un click" (giugno 2012).


Trama:
Approdata all'università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcool e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere la fanfiction di cui migliaia di fan attendono il seguito.
Ma una compagna di stanza scontrosa con il suo ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fanfiction siano solo un plagio, e un affascinante aspirante scrittore che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita.


Dal sito Piemme: http://www.edizpiemme.it/libri/fangirl


mercoledì 5 ottobre 2016

Chuck Palahniuk - Cavie

Cavie: o cannibali? O zombie? "Haunted"- il titolo originale - è molto più bello ed evocativo, più adeguato. Cavie sono i protagonisti. Aspiranti scrittori dal passato torbido, allucinato, che si lasciano attirare dall'annuncio "Ritiro per scrittori: abbandona la tua vita per tre mesi", come altri prima di loro.

Una cornice, quella del ritiro, grottesca, assurda, comica, a tratti anche avventurosa, misteriosa, triste. Proprio come lo sono i racconti che questi aspiranti scrittori partoriscono durante questo isolamento, durante questi tre mesi di torture auto-inflitte e di ossessioni: vogliono il successo, vogliono un film basato sulla loro esperienza, vogliono guadagnarci e sono pronti a fare qualsiasi cosa per ottenere ciò. Sono pronti a diventare vittime e proclamare un carnefice, perché come viene detto da uno dei protagonisti: l'umanità ha bisogno dell'uomo nero.

Sia la linea conduttrice che i ventitré racconti contengono immagini forti, squallide, molte volte anche eccessive, volutamente esagerate, come lo sono i diciannove protagonisti. Protagonisti estranei, costretti a vivere insieme, chiusi in questo teatro in disuso, con scorte di cibo, vestiti di scena, camerini e la loro fantasia sfrenata. Ed è questa convivenza forzata che fa uscire non solo gli scheletri dai vari diciannove armadi, ma tira fuori anche il peggio della loro natura.

Un romanzo in cui la parola "eccessivo" è quella d'ordine.
Vale la pena leggerlo anche solo per il piacere dato dallo stile di Chuck Palahniuk.

Nota di gusto personale: i vari racconti sono coinvolgenti, ma quelli che, secondo me, sono veramente degni di nota sono quelli della "Signora Clark", soprattutto perché danno vita ad una storia (una sotto-trama) intrigante, per nulla grottesca, infinitamente triste.

giovedì 14 luglio 2016

Il Grande Gatsby - F. S. Fitzgerald

"E mentre meditavo sull'antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter sfuggire più. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in questa vasta oscurità dietro la città, dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte.
Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia... e una bella mattina...
Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato."


Il crollo di Gatsby è, in realtà, il crollo del mito americano. Il fallimento di una società. Jay Gatsby è il classico "self-made man", così tipico dell'America. Un uomo che si è fatto da solo, che si è reinventato per avere successo, perdendosi dietro ad un sogno che lo ha reso anche irragionevole. Quello stesso sogno che lo ha portato così in alto e che lo ha fatto morire. Quel sogno [Daisy] che lo ha fatto circondare da sorrisi falsi, da gente indifferente e falsa.
E' il racconto di un'epoca, il racconto della solitudine, del peccato, dello sfarzo e del potere dei soldi. Di una vita piena solo di apparenza. E' il racconto di un uomo che vive una passione che lo distrugge. Una "dote straordinaria di speranza", una "prontezza romantica". Di un sogno irraggiungibile, rappresentato da una luce verde che è lontana e inafferrabile e, quando Gatsby finalmente l'afferra, gli sfugge immediatamente dalle mani, sparendo e lasciandolo solo.

"Tese stranamente le braccia verso l'acqua oscura e, per quanto fossi lontano da lui, avrei giurato che stava tremando. Senza volerlo diedi un'occhiata al mare e non distinsi niente all'infuori di un'unica luce verde, minuscola e lontana, che avrebbe potuto essere l'estremità di un molo. Quando tornai a guardare nella direzione di Gatsby, questi era scomparso, e io ero di nuovo solo nell'oscurità inquieta."

venerdì 22 aprile 2016

#400Cervantes : Don Quijote

E’ il libro più tradotto dopo la Bibbia.
I romantici tedeschi lo hanno descritto come un cavaliere di ideali, in lotta contro una realtà degradata che non comprende la purezza delle sue azioni.
Secondo gli esoterici, possiede la chiave della conoscenza, il segreto del mondo, la luce dell’umanità.
La Generazione del ’98, Unamuno in particolare, vedeva in lui l’anima della Spagna. 
I Cervantisti lo giudicano un colpo di fortuna e Cervantes stesso non lo considera come la sua opera più importante (ruolo che, per lui, è ricoperto dal Persiles: “Le peripezie di Persile e Sigismonda”).





martedì 2 febbraio 2016

Grandi penne americane: John Steinbeck - Uomini e Topi


Uomini e Topi (Of Mice and Men). Romanzo breve dello scrittore statunitense John Steinbeck, ambientato in un ranch californiano, nel periodo successivo alla crisi del 1929. La storia, nella sua semplice complessità e nella sua lunghezza (non arriva nemmeno alle 120 pagine, presentazione e nota del curatore comprese) regala molto e offre uno sguardo sulla vita nei ranches americani, sul sogno americano, sull'utopia e sul desiderio di avere una vita normale. Classici esempi di self-made men, cosa cara agli statunitensi, in un periodo davvero duro.


martedì 12 gennaio 2016

Star Wars - The Original Trilogy


Con l'uscita al cinema del nuovo capitolo della saga, Mondadori ha messo in vendita i tre libri che costituiscono la trilogia originale - quella di fine anni '70 - ed esattamente:

Capitolo IV - Una nuova speranza

Capitolo V - L'impero colpisce ancora
Capitolo VI - Il ritorno dello Jedi

Un piccolo gioiellino - nemmeno costoso - che un appassionato saprà apprezzare.
Tre scrittori per tre capitoli della saga di Star Wars, ogni libro contiene una prefazione di George Lucas in cui spiega brevemente e in modo coinciso la lavorazione di stesura e le scelte cinematografiche.
Non è come leggere un copione, ma un romanzo, seppur abbastanza breve ed incredibilmente scorrevole. I film hanno alcune differenze, ma nulla di così sostanziale dall'alterare in modo irrimediabile la storia narrata. Una cosa che ho apprezzato tantissimo e che mi ha fatto ancor più innamorare di questa trilogia - o saga, se si vogliono comprendere tutti e sette i capitoli - è la descrizione dei sentimenti, delle emozione e delle azioni dei personaggi, droidi e Vader inclusi. E' qualcosa che nei film, purtroppo, manca e che sono contenta di aver trovato scritto nero su bianco in questi libri. Mi ha fatto apprezzare ancora di più un'opera che amo.

Assolutamente consigliato a chiunque ami Star Wars.